Kinder moments (The Kinder Chronicles – vol.3)

(continua di qui)

Mentre eravam in giro per Gressoney, il giorno del mercato, eravam in piazza, sento qualcuno dei nostri chiamar qualcun altro ad alta voce e penso Cazzo, dobbiam sempre farci riconoscere, che siam italiani. Poi mi ricordo che siam in italia.

Vic che si porta da lavorare in vacanza, ma procrastina volentieri di fronte a un Pampero.

Il direttore dell’Albergo Cialvrina che, appena arrivati, ci chiede, con altre parole, che cosa veniamo a fare e noi non sappiam rispondergli.

Il serissimo astrofisico, autore peraltro del libro La musica del big bang (bellissimo, non l’ho letto), la cui parlata perde progressivamente tutti i freni inibitori e si trasforma in un razzomissile che parla come Alberto Sordi.

Bordone che trasforma ogni nuova conoscenza in opportunità di acquisire conoscenza (non dir che non è vero, eh) (ah, tra l’altro ho detto una cazzata, ho confuso Varèse con Debussy) (m’è venuto in mente tornando a casa).

Leibniz che legge Phonkmeister.

Il sindaco di Gressoney che mi guarda male quando gli dico che il suo comune sembra persin più pulito che da noi e mi dice Certo che è più pulito.

Daria Bignardi e io, con l’aiuto di Viss, che discutiamo di pigiami (ah, mi son documentato: non era maglina, me ne scuso).

Asended che commenta sul blog mentre io son lì ignaro che chiacchiero.

Michela (non è un blog) che mi rivela di conoscere Livefast nella vita reale con il conseguente cicaleccio e scambio di messaggini con l’interessato.

La Carcano che disegna. Benissimo.

Gianluca Neri (bucolico fotografo di ruscelli) che sul palco, prima di iniziare a parlare, si sbrodola di Gatorade.

La famiglia Mantellini, che me la sarei portata a casa, tanto mi son trovato bene.

Elena, presenza totalmente inaspettata, redazione di una delle case editrici da me più amate, Fernandel. (L’approccio è stato una cosa così: Mi scusi, ho sentito dire editore ravennate, lei è mica ElenaLaRedazione?)

Sofri che confessa di essere un consultatore ossessivo-compulsivo di BlogBabel, e Bordone che dice di guardare solo quella senza nanopublishing.

Ecco questo post qua è uno di quei post che somiglia un po’ agli amici che ti fan vedere le diapositive delle vacanze, e chi non c’era sta lì e si chiede perché le sta guardando. Sì, dev’essere proprio così.

Poi si ritorna alla normale programmazione.

7 pensieri su “Kinder moments (The Kinder Chronicles – vol.3)

  1. Meno male che ci pensate tu e Vic a riepilogare l’avvenuto: nonostante le foto i miei colleghi ed amici non credono a tutto ciò che racconto.

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