Giorgio aveva un panda (poesia)

Giorgio aveva un panda
che aveva
un occhio nero
perché lui
lo picchiava.

Ma il vicino,
quell’orribile vicino,
aveva chiamato il vuvueffe.

Erano arrivati,
il vuvueffe,
e avevano tolto
(a Giorgio)
la patria potestà
del panda.

E Giorgio era triste,
perché a lui piaceva,
picchiare il panda.

E il panda era triste,
perché
(sinceramente)
piaceva anche a lui.

22 pensieri su “Giorgio aveva un panda (poesia)

  1. io (eNZO) una volta nel PASSATO del mio tempo avevo una PANDA che era FELICE perchè era MIA e ci aveva le FRECCIE ma non era INDIANA e siccome una volta Gerruso che è MERDA dentro e fuori mi aveva fatto la Minchia a COTOLETTA, ci sono entrato DI incidente nella sua ARROGANTE alfaromeo nuova di due giorni e In quel TRIONFO di lamiere la sua macchina era MACINATA, la mia PANDA invece era come nel SALOTTO di casa, tra cicche e macchie di BENZINA a terra che io ho detto “scusa GERRUSO, mi è sciddicato il PIEDE sull’accelleratoro” e lui sguardava l’alfaromeo nuova di due giorni e aveva l’occhio COMMOSSO, e se QUESTA non è POESIA di COMMOZZIONE verace, poco ci manca. POi per premio la PANDA l’ho portata a MARE ma di questo NON ve ne fotte nè niente nè sono cazzi vostri. Ciao da eNZO

  2. Alessandro, stamattina hai scritto una poesia di un bello e di una tristezza e amarezza, come solo le cose belle sanno essere. Io ci ho pensato un
    finale, in prosa. che te lo regalo.

    E vissero… (prosa)
    Il vuvueffe diede una nuova famiglia a Giorgio: gli trovò degli altri panda con un occhio nero come lui, tutti rarissimi e tutti picchiati dai vecchi proprietari. Ci fu una rivolta e i panda fuggirono dalla riserva speciale DOC del vuvueffe
    e si sparpagliarono tra i bambù tutti rosicchiati alla ricerca dei padroni, a ognuno il suo. A Giorgio non parve vero abbandonare la cagnolina Greta sul ciglio dell’autostrada, lontano dall’autogrill (che lei era da tanto che voleva perdersi e venire investita per masochismo che alle femmine piace), non appena seppe che stava per riavere il suo panda. Si abbracciarono felici e si scambiarono le parti, perchè era giusto. Adesso Giorgio non guida più, che il panda gli ha rosicchiato tutte le dita dei piedi, una a una, come se fossero di bambù, e il panda è andato a finire sugli stemmini del vuvueffe per prenderli in giro, e loro hanno detto che è un Simbolo. Ha intenzione di estinguersi, perchè sotto sotto gli piace ancora, cercar di morire, al panda di Giorgio.

  3. A me non è piaciuta tanto ed ho il coraggio di dirlo. La continuazione di B. va già meglio ma non mi piace nemmeno quella ed ho il coraggio di dirlo. Però ho anche il coraggio di dire che non ho niente di meglio da proporre e perciò dormire tutti, dormire sempre.

  4. Volevo mettermi nei panni del panda ma ho rinunciato quando ho pensato a come sarebbe stato difficile squoiarlo. Allora mi volevo mettere nei panni del vuvueffe però poi mi sono immaginato tutti i vuvueffe che andavano in giro nudi perchè i panni ce li avevo io. Nei panni di Giorgio? Non mi capirei…insomma,va bene così. Una poesia seria ma anche no.

  5. Guido, secondo me quelli del vuvueffe ti correvano tutti dietro, anche nudi, se squoiavi il panda, meno male che ci hai pensato bene. C’è della sonnolenza in giro, ma non dormirete il sonno dei giusti, ecco. Insensibbbili squoiabili, che tanto non provate nulla, né gioia né dolore, solo dello pfui.
    B

  6. Io quando l’ho pensata, questa cosa qua, un po’ mi son commosso, non tanto ma un po’ sì, mi son commosso. E tutti gli altri che c’eran con me in quel momento lì (ero da solo) si son commossi anche loro, era un tasso del 100% di commozione, e quindi posso dir con sicurezza che se non vi commuovete, non siete mica umani.

  7. Guarda che la fai facile a dire che la cosa ti commuove, i panda è una roba che certe volte, spesso, ti toglie gli schiaffi dalle mani eh! Ma c’hai mai vissuto con un panda te? beh! penso di no eh!

  8. Io non lo so, è tanto che te lo volevo dire, ma avevo paura di essere autovtopic, ma adesso te lo dico, perché mi è capitato di nuovo: io non lo so, non è mica normale, ma io tutte le volte che guardo il tuo blog, io mi si impalla Safari. Non è mica normale: devo spegnerlo brutalmente con Uscita Forzata, devo aspettare, devo riaccenderlo, e poi sperare che a guardare il tuo blog non mi si impalli di nuovo. Che se ho altre finestre, altri tàbbese aperti, perdo tutto ogni volta. Ora io Zio Bonino non voglio smettere di vedere il tuo blog, che ormai son anni, ormai ci ho l’abitudine, che tra phonk (lo so che è del tuo cane, ma io ormai vi indentifico nella stessa persona) tra phonk e blog mi ti son dipendente, io non voglio smettere di guardare il tuo blog: è vero che ci ho solo Tiger, ché ci ho ancora un iBook che è PPC, ma Zio Bonino tu dovresti essere il Zio Bonino di tutti, anche di quelli che non ci hanno l’Intel, e fare in modo che il tuo sito fosse visibile anche da noi che siam rimasti indietro, noi che l’umana fiumana ci ha squasi travolti, noi che altra consolazione non troviamo che il controllar cottidianamente il sito tuo salvifico. Abbi pietà di noi, macuser antiqui, abbi pietà di noi in questa valle di browser non aggiornati, modifica te stesso per noi, solo col tuo sacrificio ci salverai dalla notifica continua dei problemi alla Apple.
    Fa’ qualcosa ti prego!

  9. Petruschov. Mi hai commosso e sono in una valle di lacrime. Mi unisco alla tua supplica anche perchè so che prima o poi tutti finiremo come te a sperare che chi ha un panino faccia a mezzo con noi.

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