Fuori catalogo.

C’era un libro in inglese che mi serviva per una ricerca personale che sto facendo, non vi dico che libro è altrimenti poi capite tutto, perché poi uno vi dà un titolo e voi siete curiosi e capite anche quel che non dovete capire; comunque c’era questo libro in inglese che avevo trovato in una bibliografia, ma l’avevo cercato un po’ ovunque ma è fuori catalogo.

Avevo trovato tramite l’Amazon Marketplace una piccola libreria spersa in qualche posto dell’America rurale che ne aveva una copia usata, e per qualche giorno mi son gingillato con l’idea di comprarla, solo che mi faceva girar le balle l’idea di spender quattro dollari per il libro e dodici per le spese postali, non che fossero tanti soldi, ma era la sproporzione tra il costo del libro e il costo delle spese postali che mi faceva tentennare, sul comprarlo, o non comprarlo.

Poi invece ho scoperto per puro caso che l’han tradotto in italiano e c’è pure in biblioteca a Cuneo.

Per dire.

23 pensieri su “Fuori catalogo.

  1. …e poi sembra sempre che Cuneo sia fuori dal mondo… tzé… 😉

    Cmq mi è successo spesso di trovare lì libri che non trovavo altrove. Evidentemente è davvero ben fornita quella biblioteca.

  2. Però non ci devi incuriosire così sul titolo, che poi noi facciamo strane congetture, sui gusti tuoi e del(la) responsabile della biblioteca di Cuneo.
    Tiri il sasso e nascondi il braccino?

  3. (impostare la voce su ‘filosofo’) Cioè ma lei con questo intende esprimere l’assurdità di un sistema ancora basato sul petrolio, quindi alienato dai veri bisogni dell’uomo che spinto dal consumismo e da una società post-industiale a cercare la verità e la soddisfazione dei suoi bisogni in schemi precostituiti senza accorgersi di ciò che ha a portata di mano (inserire paroloni a piacere)?
    No?
    Ah.

  4. complimenti sig. Eio, hai navigato per 1/2 mondo per scoprire poi che il libro era tradotto in italiano; scommetto che si trattava delle “Avventure di Tom Sawer”…….sprecone!!!!!!!

  5. mi prendete tutti in giro BAMBACCIONI non capite niente è un testo SCIENTIFICO SERISSIMO solo che l’han tradotto in un modo che non c’entra niente col titolo originale che se uno lo cerca per parole chiave E’ IMPOSSIBILE TROVARLO 😀

    (BAMBACCIONI)

    😀

  6. Nel 2000 ho speso tipo un migliaio di euri per portare il libro del mio trisavolo cuoco nella biblioteca della migliore universitò di cucina degli States (soddisfazioni di famiglia, che vuoi…).
    Pensare che era uno che insegnava anche a risparmiare… Chissà se l’han tradotto in inglese: me ne farei volentieri spedire una copia. Gratis. 😀

  7. Siam qui ospiti…
    “Il Cuoco maceratese” di A.N. (sennò la privacy…) E’ del 1789.
    Inventò i vincisgrassi ben prima della discesa del gen Windish Graez, cui si attribuisce la dedica. Fece entrare le donne in cucina (come chef) e raccomandava l’uso di prodotti locali e di stagione (pensa adesso…!). Babbino mio, che non realizzò il sogno di una tourneè Usa con la sua jazz band, riposa ora sereno vicino a suo nonno contadino emigrato nel Massachusset, poi tornato per… aprire un ristorante che fallì a forza di far mangiare tutti gratis. Non è un libro, è amore. Anche se l’Artusi vi si è ispirato. Ma in Usa, bacon o S. Daniele, è uguale…Sigh!

  8. Cuneo caput mundi, dicevano gli antichi Cuneesi.
    Comunque hai tutta la mia solidarietà: anche io una volta cercavo un testo indiano che parlava di anatomia e di sociologia, scientificissimo e serissimissimo, solo che ‘sti buzzurri hanno tradotto il titolo originario in “Kamasutra” (l’originale era “Vātsyāyana Kāma Sūtra”, un’altra roba insomma). Che poi uno va a pensare a robe sconce, ma guarda un po’ te.

  9. Il titolo, vogliamo il titolo!
    (Così poi, quando passo di là, faccio pressioni sul bibliotecario per prenderlo anch’io e non ti lasciano fare il rinnovo…
    Piano diabolico…
    Ah ah ah, accompagnato dalla risata diabolica…
    Ok, basta, la smetto.)

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