citrosodina?

ci son delle storielle che non son fatte per diventar delle storielle, ma son fatti della vita che son fatti per esser vissuti, e non raccontati, ché raccontati perdon parte della loro magia, della loro malìa.
questa è una di quelle storielle, che mi è capitata personalmente ieri, giorno di ponte per quasi tutti, giorno di lavoro per me. uno degli ultimi giorni di lavoro, nella banca.

c’era un tipo che stava uscendo dalla banca e mentre apre la porta della bussola stava entrando una signora anziana che dice, con forte accento piemontese, Ne che è qua la farmacia? e lui, manigoldo, O si signora, che vada pure. e se ne va ridacchiando.
noi, non c’era nessuno nella banca, eravamo già un po’ sbigottiti, ma non eravamo preparati affatto a ciò che stava per succedere. la signora, col suo corto passettino, si para davanti allo sportello del mio collega e gli dice
Citrosodina?
attimo di panico. il mio collega, che è un po’ bastardo davvero, gli dice Pastiglie o supposte, signora?
poi intervengo io, spiego gentilmente alla signora che questa è una banca, le dico dove trovare la farmacia mentre il mio collega continua Se vuole, forse ho un moment
la signora uscendo, Chiedo scusa sa, è che non son mica di queste parti…

7 pensieri su “citrosodina?

  1. non trovo cosi’ difficile confondere una banca con una farmacia se consideriamo il costo dei farmaci (soprattutto in italia) e l’importo speso mensilmente dalle persone anziane: in molti casi le somme maneggiate non sono troppo diverse.
    Inoltre, sia farmacie che banche sono praticamente blindate e hanno telecamere ovunque.
    Infine, se consideriamo quanto ci fanno pagare le banche per godersi i frutti dei ns. soldi, forse non sarebbe male tenere un po’ di citrosodina a disposizione di chiunque ne abbia bisogno, soprattutto per i clienti.

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