Un’allegria normale

Mi son accorto in questi giorni, che a me, andare in giro con la vespa quando piove, mi mette addosso un’allegria particolare.
Poi, pensandoci, mi son accorto che a me, andare in giro con la vespa quando c’è un bel sole e il cielo blu, anche quello mi mette addosso una bella allegria. Però è un’allegria normale.

29 pensieri su “Un’allegria normale

  1. Anche alle vespe mette allegria andare in giro col cielo blu e un bel sole succhiando di fiore in fiore.
    Ma non sono mica tanto allegre invece se piove.
    Strane bestie le vespe.

  2. Ma no, non c’entra nannimoretti, dai. Che ci ho la vespa e allora dico che ci ho la vespa, se ci avevo il tmax dicevo che avevo il tmax, o se avevo la guzzi dicevo che avevo la Guzzi. Comunque se vuoi un ragazzo fortunato te la canto lo stesso, indipendentemente.

  3. Probabilmente, sei un romanticone. Una volta ero in giro in montagna facevamo un crinalino e c’era un tempo bigio con le nuvole bigie, un’atmosfera particolare, e uno ha detto Ma non vi piace? Non e’ molto romantico? e io non mi ricordo cosa gli hanno risposto gli altri, io non gli ho risposto, ma era molto bello sul crinale con il tempo cosi’ bigio. Pero’ non aveva piovuto

  4. Io non so guidare la Vespa e nemmeno gli altri motocicli. Mi piace fare il passeggero però, anzi mi piaceva prima che non c’era il casco e i capelli svolazzavano nel cielo bigio (che il cielo bigio è molto bello, ha ragione leonardo). Però non sapevo piegarmi nelle curve e così tiravamo dritto per colpa mia, oppure mi piegavo troppo per seguire la linea della schiena del mio centauro e così la Vespa si rigava tutta, sulla fiancata. E allora basta, non mi caricava più nessuno. Anzi, scappavano tutti via e restava solo il Ciao, con la sella lunga, che però alla fine si impennava e non era romantico per niente, perchè sembrava sempre che fossi cicciona io, e invece era lui che era di una magrezza orripilante, ecco.

  5. Che poi si chiamava Gianfranco, quello che guidava il Ciao con la sella lunga, e adesso lo voglio scrivere qui, dopo tutti questi anni, non si sa mai che legga… Gianfranco: tu eri magrerrimo e bruttissimo, io no. Perciò non avresti mai dovuto darti alla macchia solo perchè ti avevo detto No, era un No per finta. Caiòun. Ecco.

  6. Adoravo caricare le ragazze “alte” sulla vespa, così mi riusciva di fare il mago impennando e me ne fregavo se la passeggera aveva paura.
    Tanto sapevo che salivano con me anche per vedermi impennare.

  7. Mat, io non avevo paura delle impennate della Vespa. Anche se non ci salivo per vedere impennare, che quello era più bello guardarlo da fermi. O ci avevi messo un senso oscuro? Comunque per impennare era meglio la moto da cross, secondo me. Anche perchè le cunette sono più belle e i maghi veri erano sempre sporchi di fango e non ti dicevano nemmeno Ciao. E tutto ciò piaceva, alle ragazze alte.

  8. Noo, ma quale senso oscuro ? Comunque ero proprio così perchè avevo anche la moto da cross che non lavavo mai e per fare il fenomeno mi mettevo il cappelo con la visiera colorata del mangimificio che aveva solo l’elastico e non ti copriva la testa ( come cavolo si chiama ) e prendevo pure le cunette….anche nella schiena, perchè le ragazze alte a me piacevano tanto.
    Adesso però vado al mare.

  9. Ma no che c’è un vento della malora e hanno chiuso tutti gli ombrelloni, te lo dico io. Ci ho messo tutta la mattina per raccogliere una tonnellata di conchigliette per fare La Maschera di Tutancamon e sono volate via tutte, nel bigio della sabbia bigia. Se aspetti domani forse si può fare la battaglia dei racchettoni fastidiosi, con tutti che dicono Basta andate a racchettare sulla spiaggia libera. Lo dico sempre anch’io, lo ammetterei. Adesso però vado a fare finta di fare qualcosa di utile per qualcuno.

  10. Ho trovato qualcuno per cui fare qualcosa di utile, che bello. Alessandro, vorrei aiutarti: ti consiglio di smarmittare, anche: così sembra tutto… non casuale e fai una figurina Panini tipo Giacomo Agostini con tua zia. Vedrai che lei lo sa e che è contenta.

  11. Alessandro, se da Cuneo vai verso l’Emilia (bada bene Emilia e non Romagna) capirai repente che non trattasi di neologismo, ma di vernacolo italianizzante. Devi fare un rumore portentoso, mentre impenni senza volere, e poi dai gas e salti i semafori. Elio non c’entra, quello è sempre stato un copione di emiliani, peccato che nessuno glielo dica.

  12. Grazie di avermi edotto. Ora però vado a prendermi un gelato, mi sa che lo prendo cioccolato fondente e tosaerba. Il gusto tosaerba mi ha sempre ispirato tantissimo ma non l’ho mai assaggiato.

  13. e mi ricordo che mi piaceva tanto quando ero in moto e il tizio impennava. Però mi avvertiva, diceva “adesso” e così io mi regolavo, mi attaccavo bene e non volavo giù. Adesso che è passato il tempo mi sà che impennare non mi piacerebbe mica più tanto. Però mi piacciono le penne, casomai facesse lo stesso. Specialmente all’arrabbiata. Che mi metton allegria, pure col cielo bigio.

  14. Torno sulle penne perché io ho impennato una volta sola nella mia vita, ed è stato partendo dal primo semaforo, venti giorni fa, di sera, quando son andato da mia zia a prender la vespa. Non avevo mai guidato una vespa prima, non avevo mai guidato una moto prima, non avevo mai guidato una roba a due ruote con le marce, e così, al primo semaforo, ho impennato. Al secondo semaforo ho imballato il motore, ma questa è un’altra storia.

  15. Che poi prima stavo andando da un cliente, una moto uscendo dalla rotonda per far la furba ha impennato, credo volesse far la furba con me, quella moto, e ha impennato uscendo dalla rotonda. Avrà alzato la ruota davanti di almeno dieci quindici centimetri, e per quasi un secondo intero. Gli ho detto brava, ma non so se ha sentito.

  16. Ecco io questi neologismi come smarmittare non li capisco, sono proprio nuovo dell’ambiente,non so mica cosa voglia dire. Su internet se lo cerco trovo solo Elio, neanche l’operatore define: smarmittare dà risultati, io non so più cosa fare.

  17. la pioggia in effetti rende tutto particolare,
    a me per esempio quando piove mi prende una sensazione quasi magica…
    poi ho scoperto che quando sono nato era in atto un temporale di quelli tremendi e allora ho capito

  18. B : in spiaggia si stava da Dio ieri pomeriggio, tiè, altro che ombrelloni chiusi.
    le impennate di Alessandro mi hanno fatto crepare dal ridere, sei un fenomeno.
    Al primo colpo sei riuscito nell’impresa dove tanti hanno fallito per centinaia di volte, complimenti.
    Smarmittare è sbagliato, trattasi di “smarmittatta” aggettivo. B lascia stare ste cose da cinghiali e dedicati alla poesia.
    Mi sono appena svegliato e torno al mare, ciao a tutti.

  19. Mat, secondo me il tuo mare è disegnato, come l’orizzonte di carta di Truman, e poi : Componi una frase con l’aggettivo “smarmittata” , ma senza usare il sostantivo “marmitta”: tiè! Che poi non lo so se si può scrivere sul passato.

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