Non scrivere niente

Non scrivere, subito subito, sembra difficilissimo. C’era un periodo in cui scrivevo tutti i giorni, e se qualche giorno non scrivevo, in qualche modo quella giornata lì mi pareva una giornata sprecata. Anche se magari avevo fatto tantissime cose quel giorno lì, se non avevo scritto neanche due righe, mi dicevo, cosa ho fatto per me stesso oggi? E niente, mi sembrava di non avere fatto niente. Così un bel giorno mi son detto, che se scrivere deve diventare un lavoro, meglio non farlo del tutto, solo che, c’è questo problema, che se sei abituato a scrivere poi mettersi a non scrivere è difficilissimo. Quel giorno lì, mi son detto, Oggi non scrivo, ma non nel senso che non trovo il tempo, che non trovo l’ispirazione, o chissà quale scusa: mi son messo lì al computer e mi son detto, adesso non scrivo per almeno dieci minuti. In quel momento lì mi sembravano i dieci minuti più lunghi della mia vita. Un minuto che non scrivevo, due minuti, stavo sempre lì a guardare l’orologio, non passava più. Mi venivano in mente tante cose da scrivere, tanti di quei pensieri che sarebbe stato carino metter per scritto, ma no, dovevo resistere, come Vittorio Alfieri. Però all’incontrario.
Poi son passati, i dieci minuti, mi son sentito soddisfatto, mi dicevo, Oggi non ho scritto dieci minuti.
Poi il giorno dopo è stato più facile, il giorno dopo ancora più facile, poi mi son detto, Adesso aumentiamo, venti minuti!
Arrivavo a sera e mi dicevo, Cazzarola, sei figo, Bonino, oggi sei riuscito a non scrivere mezz’ora intera!
E poi un’ora, e poi di più.
Adesso son diventato un maestro. Non scrivere è la mia seconda natura.
Ora ho in progetto una maratona di non scrittura, 24 ore, che stai lì, a non scrivere. Poi magari ci faccio un libro.

4 pensieri su “Non scrivere niente

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *