Le nonne

Non so più chi è, ma mi ricordo che qualche tempo fa ho letto da qualche parte di uno, un qualche operatore della cultura, uno scrittore, un critico o uno di qualche casa editrice, che diceva che a vent’anni uno non dovrebbe mai scriverle, le cose autobiografiche, perché a vent’anni si ha poca esperienza del mondo, e che alla fine, se uno a vent’anni si mette a scrivere delle cose autobiografiche, di cosa vuoi che parli, finisce sempre a parlare delle nonne. Quando ho letto questa cosa qua ho subito pensato che a me, se le scrive uno che sa scrivere, o ancora meglio se le scrive uno che non sa scrivere, le cose che parlano di nonne son quelle che piacciono più di tutte. Son ancora meglio delle cose che parlano di mamme, per me. Hanno sempre un qualcosa, le cose che parlano di nonne.

17 pensieri su “Le nonne

  1. uhei, grazie eh, è da un po’ che non ricevo contributi -e non è che mi sbatta poi molto a cercarli, in verità- però mi fa piacere che apprezziate la raccolta

  2. quando s’impattanno le guance e le labbra di nonne e nipoti c’è un suono di rugiada e i sorsi son baci sempre freschi di giornata che le nonne con le bocche scugnate, cioeà senza denti,ridono e già è epifania del paradiso, in terra.

  3. Bellissimo il racconto della nonna Lina e del nonno Vittorio! Io ho avuto una nonna Vittoria e una nonna Eloisa (anche un nonno Franco e un nonnno Nicola). Non ho vent’anni, ma mi sa che prima o poi ne parlo in barba al “qualche operatore della cultura, scrittore, critico o uno di qualche casa editrice” di turno. (Tanto la saga della mia famiglia sul mio blog è già iniziata)

  4. Era Rilke ( Fra gli Altri ) . Chi non sa scrivere di nonne non sa. Ne’ scrivere ne’ niente. Poi dipende Come. E infine : le cose meglio scritte a proposito di Nonne non le nominano nemmeno.

  5. anche il primo romanzo dello scrittore italiano che piace più a me inizia con “Mia nonna Carmela si chiamava Carmela”. Quello è stato il primo che mi è venuto in mente poi, subito dopo, è arrivato anche Nel paese di tolintesàc ma quello l’ho letto una sola volta e non mi ricordo come inizia e così mi tocca metterci il titolo ché il libro è a casa e io no.

  6. Secondo me, quelli che definiscono una legge sulla base di elementi accidentali (come questo tizio “non so più chi è”), sono degli idioti. Come dire, dopo averlo osservato, che “la formica passa da qui 1 volta su 20 giorni di pioggia”. Non è mica una legge! E anche dopo milioni di osservazioni, non c’è rapporto tra causa ed effetto. Così come tra l’essere ventenni e scrivere della propria nonna. Uno a vent’anni può scrivere dello Zoo di Berlino, della scuola, dei primi amori, di musica, di tutto. E quindi anche della propria nonna. Forse questo tizio “non so più chi è” aveva qualche problema con sua nonna. E poi il punto di vista di un ventenne può essere estremamente interessante, quindi non vedo perché scoraggiarlo con simili idiozie.

  7. Le nonne e i nonni son così belli e affascinanti perché son fatti ormai di ricordi. I ventenni lo sono meno perché siam fatti principalmente di sogni, e i ricordi dobbiamo ancora per buona parte costruirceli.

  8. mmm. vero. sanno sempre un qualcosa, sanno di biscotti nelle scatole di latta, sanno di ‘armadietto delle caramelle’, sanno di cinque mila lire di mancia nascosti dentro una scatola di bustine di te TèAti ingiallita, di ovomaltina e di camicie a fiori, di accendini d’oro sopra il tavolo e di letti alti con materassi duri, nel fresco della camera da letto.
    yes!
    d.

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