Le grandi lotte filosofiche

Mi sembra una cosa fuor di dubbio che la convivenza tra persone con fedi, ideologie, filosofie incompatibili sia senz’altro difficile.

(Qui ci vorrebbe un excursus sulle fedi ideologie filosofie incompatibili, come religiosi/atei, analitici/continentali, comunisti/capitalisti eccetera eccetera, inseritelo voi in fase di lettura che io, francamente, in questo momento dello spazio/tempo, io francamente non mi sento.)

C’è questo fatto, che nella convivenza, dicevo, o si cerca di deradicalizzare le proprie credenze, oppure, al contrario, appunto, ci si radicalizza, e si diventa FONDAMENTALISTI.

Come assunto fondante della mia filosofia, specie della filosofia di questo preciso momento dell’anno, io ho sempre avuto una tendenza al Panettonismo; pur non disprezzando completamente il pandoro, specie se condito con creme di vario gusto et colore, ho sempre avuto una predilezione per il panettore classico, imperlato di uvetta et canditi.

D’altro canto, Polli, invece, non solo è completamente all’opposto, ma avendo una repulsione congenita per uvetta et canditi non soltanto è Pandorista, ma è anche Antipanettonista convinta.

E questa cosa, questo problema che ci ha Polli, lo san tutti.

Allora vengon a trovarci, ci portan tutti dei pandori, io adesso dietro la pila ci ho una seconda pila fatta tutta di pandori.

Poi dicono che uno non si deve radicalizzare.

Io sono Panettonista FONDAMENTALISTA.

E il prossimo che mi viene a trovare e mi porta un pandoro, io ci taglio la mano.

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28 pensieri su “Le grandi lotte filosofiche

  1. Tendo a esser d’accordo, ché il panettone ha svprema dignitate anche se gustato solyngo, mentre il pandoro così fiapposo colloso e insypiente trova ragion d’esistere solo se servito appajato a creme & additivi vari, quali: mascarpone, nvtella, creme SCIANTIGLI, semifreddi, squacquerone&rucola. Con styma,

    il Proeta

  2. Sono tendenzialmente pandorista, ma sono cedevole a bontà e bellezza. Se subissi l’attacco di un panettone in versione artigianale potrei abbandonare a un paladino più fiero la mia celata di cartoncino burroso.

  3. Più verso il duro, e più verso le mandorle. E qui confesso un amore torbido verso la cobaita, che nessuno conosce/gradisce a queste latitudini (è l’equipollente siculo del torrone, ma fuori è ricoperto coi semi di sesamo)

  4. Fran: il torronismo è cosa buona e giusta, ma è altro campo da gioco, non essendo limitato ad un periodo specifico. una specie di ur-torronismo, se vogliamo. comunque, torronisticamente parlando, da quale parte stai? io sono della linea morbida 🙂

  5. Panettone, panettone, ma che sia quello classico non sporcacciato di cremine al lemoncello o cointreau e pure ricoperto di cioccolatume vario, chè il cioccolato lo gradisco a parte, bello nero e fondente e in dose massiccia. Da piccino, invece, ero un adoratore di pandoro, ma ora ho notato che è una particolarità abbastanza normale quella dei più giovani di disprezzar uvette e canditi, salvo poi avvicinarcisi da anziani 😉

  6. E se torron dev’essere che sia duro di quelli che li devi prendere a martellate con il rischio di lasciarci dentro denti e pure gengive nel tentativo i masticarlo e con le mandorle, mi raccomando.
    Quest’anno ho assaggiato anche un torrone ambiguo, ne’ morbido ne’ duro, proveniente da Noto e con i pistacchi di Bronte invece delle mandorle: una squisitezza!

  7. A me da piccolo piaceva solo il pandoro perchè non c’era l’uvetta.

    Ora invece che l’ho assaggiata ed ho visto che è buona mi piace solo il panettone perchè nel pandoro non c’è l’uvetta.

    Chiaro no?

  8. La convivenza tra un panettonista e un pandorista, a differenza degli altri integralismi, è sempre pacifica che non ci si deve litigare l’ultima fetta. Detto questo direi che sono panettonista, quello classico, anche se il pandoro inzuppato a colazione non teme rivali. Ma la torta di cecco piace solo a me?

  9. ..e oltre il panettone e il torrone morbido oggi ho assaggiato la torta fina di Vignolo, torta dura alle nocciole, buona da leccarsi le dita e poi raccogliere le briciole.

  10. Sono per la “stella di natale” ultima buonitudine da grosse coalizione: un tipo panettone schiacchiato con dentro solo le uvette e tutto ricoperto di mandorline glassate tipo colomba. Forse è questa la democrazia che verrà? Dolce!

  11. anch’io se mi fermo un attimo a pensare (che non è semplice, cioè, fermarsi anche sì, pensare anche meno) realizzo l’esattezza dell’equazione: uvetta canditi=ilmale.
    quindi, per non sbagliare, mi butto dalla parte dei torronisti convinti.
    duri et puri.

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