L’americano

Stamattina mi son svegliato, sono andato dal mio papà, che volevo far colazione, il mio papà era al compiuter, la mamma mi ha detto Non disturbarlo, che ha da fare, il tuo papà, allora sono andato a far colazione con la mamma, il mio papà quando ho finito era ancora al compiuter, sono andato da lui, Giochiamo?, ci ho chiesto, lui ha detto che aveva delle cose da controllare, l’andamento di non so che cosa, poi ho visto che si apriva un programma strano, mi pare Scaip, si chiamava, c’era un signore che forse era americano, di nome faceva Ted, Hai visto?, chiedeva Ted, Hai visto che crollo?, diceva Ted, Eh, diceva il mio papà, non si facevano capaci, del crollo che c’era stato, eran lì che parlavano e la mamma mi ha detto Vieni via, che papà è impegnato, io ho pensato che se il mio papà parlava con uno americano era una cosa importante, che si sa che gli americani parlano solo di cose importanti, poi ho visto che il mio papà apriva un sito, credo che si dica così, Guarda, ci diceva all’americano, ho perso duecentocinquanta posizioni in un giorno, ci diceva, non si facevano capaci, il mio papà e l’americano, Un crollo, diceva l’americano, Eh, proprio un crollo che io non me l’aspettavo, un crollo così, diceva il mio papà, non ho mica capito, di che parlavano, allora sono andato di là a giocare.

(non so bene chi sia questo signor Ted, io, ché questo post qua l’ha scritto il signor Pensieri Spettinati, e me ne son appropriato. Comunque, un crollo, un crollo che non ce n’avete un’idea)

6 pensieri su “L’americano

  1. Non c’entra davvero con l’argomento del post, volevo dire che ho appena iniziato a leggerti e mi fai pensare tanto a come scrive Paolo Nori (ovviamente con tutta una serie di paletti, ma è per rendere l’idea). E poi mi citi Charms, non succede tutti i giorni.

    Ciao,
    Ba

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