in e out

Sto camminando, e come al solito, mentre cammino, faccio altro.

Leggo.

Incontro un amico Cosa leggi, mi dice.

Sto leggendo La misteriosa fiamma della Principessa Loana, l’ultimo di Eco, che è appena uscito in economico, gli dico.

Eco? mi dice, Tu che leggi Eco?

Perché, gli dico io, Non mi si confà?

E certo che no, mi dice, Eco saggista è bravissimo, ma Eco romanziere è un bestseller, è completamente out.

Ah, fantastico, gli dico io, non lo sapevo che Eco romanziere fosse out.
Pensa, gli dico, che mi sta piacendo moltissimo, come quasi tutti gli altri suoi. Poi, gli dico, credo che Eco sia uno di quei romanzieri che hanno una discrepanza colossale tra copie vendute e lettori effettivi.
Sarai mica un apocalittico, gli dico?

Lui mi guarda assente, mi dice Apocalittico?

Eh, Apocalittico, gli dico io.

In che senso apocalittico, mi dice lui.

Nel senso di Apocalittici e Integrati, gli dico io.

Lui mi guarda, io penso che in un fumetto post-eisneriano la vignetta sarebbe ripetuta un paio di volte per indicare lo scorrere del tempo.

Vabbé, continuo a leggere, gli dico io.

E me ne vado.

(Apocalittici e Integrati è la prima cosa che, da adolescente, ho letto di Eco, grazie al Batman di Neal Adams che c’era in copertina su quell’edizione dei tascabili Bompiani. Da allora Eco per me è intoccabile, sia come saggista, sia come romanziere, escluso L’isola del giorno prima, che non son mai riuscito a finire.)

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31 pensieri su “in e out

  1. Concordo assolutamente sul discorso copie vendute/lettori (e quasi mi preoccupo: io che concordo con il Blogger Giallo/Nero?!). Personalmente, di Eco ho letto solo Il Nome della Rosa, la Fenomenologia di Mike Bongiorno e le prime quindici pagine del Pendolo di Foucault, e devo dire che non ho mai smesso di farmi domande sul successone di pubblico del Nome della Rosa…

  2. effettivamente, questo concordare preoccupa un po’ anche me 😉

    il nome della rosa l’ho letto molto tardi, perché avevo visto il film e volevo far passare abbastanza tempo tra l’uno e l’altro per non rovinarmi il libro.

    il primo romanzo di eco che ho adorato è il pendolo. il pendolo l’ho amato. c’era pieno di cose che m’interessavano all’epoca, lì dentro, come se m’avesse scrutato e avesse detto, adesso scrivo un libro per lui.

    i diari minimi, poi, son deliziosi 🙂

  3. Ho letto tutti i suoi libri sino all’Isola del giorno prima, poi ho smesso con la narrativa e devo dire che preferisco l’Eco saggista, anche se Il pendolo e il nome della Rosa li ho amati molto. Ho anche il dizionario del pendolo 🙂
    Dolenti declinare, nel Diario minimo è una delle cose che più mi fanno ridere al mondo.

  4. io sto leggendo il diario pornografico di prokofiev. sono a pagina 347 e tra poco vado dalla dirimpettaia e le brucio la casa. ultimamente non copula più e il condominio mi si ammoscia… che noia..

  5. ce l’ho anch’io, il dizionario del pendolo, trovato su una bancarella poco dopo averlo finito. comprato pensando ad una rilettura che poi non ho mai fatto.
    è vero che negli ultimi due è più simpatico, ricordo momenti di risate incontrollabili in baudolino, come ogni tanto mi ascolto ridere con la misteriosa fiamma 🙂

    seia, i due diari minimi sono fantastici, a me piacciono tantissimo le filastrocche sui filosofi del secondo 🙂

  6. nel merito (già, c’è anche il merito): una volta Eco romanziere mi piaceva e basta (tranne il pendolo, che ho mollato a pagina 57 nel 1993), il saggista non lo conoscevo. da quando ho una morosa che si è laureata sostenendo la tesi con Egli_Medesimo_in_Persona apprezzo anche il saggista (soprattutto: ho tutti i saggi in giro per casa). baudolino – chiudo in bellezza – secondo me è il romanzo migliore, ma come si sà “de gustibus non se discutibus”.

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