Classe media

Sto facendo un corso di aggiornamento in un albergo di Torino. Su venti persone che siamo, siamo in due ad arrivare con il tram. L’albergo è, come si dice, in culo ai lupi, ed il tram che arriva dal centro ferma proprio lì davanti. Invece, arrivan tutti in macchina. Anche gente che abita in Torino, in posti serviti dalla stessa linea, gente che ci mette un’ora e più per far lo stesso percorso che col tram si fa in mezz’ora.
Ieri sera, saran state le sei e qualcosa, m’è venuto da osservare le persone che c’eran sul tram, e ho pensato che tranne me e l’altro ragazzo, non c’era nessuno dei cosiddetti lavoratori della classe media.

C’erano in maggioranza immigrati, ragazzini e persone strane che non saprei come definire.

E io vedevo il tram che superava le code di auto, noi seduti tranquilli a leggere e chiacchierare, mentre la classe media là fuori, ad aspettare, a clacsonare. E a cristognare.

***

Opera n.161
Se non c’è niente da ridere vuol dire che non c’è niente di tragico, e se non c’è niente di tragico, che valore vuoi che abbia.

(Learco Pignagnoli)

15 pensieri su “Classe media

  1. di tram ne ho presi tanti a Torino sempre il 16 dal Valentino al Politecnico per seguire Analisi I e Storia dell’archiettura I.
    Anche per andare a scuola con Marta quando la mezz’ora di bicicletta che facevamo non era immaginabile dal freddo che faceva. Quello che ci piaceva di più era l’OpStapper, un piccolo bus che viaggiava lungo uno dei canali principali, Prinsengracht. La strada è stretta e un tram non ci passerebbe eallora c’è questo pulmino che va con lo stesso biglietto del tram e che fermi alzando una mano o dicendo di fermarsi al conducente. Si sta comodi in otto, ma a volte si sta stretti in una quindicina. Marta ha il suo posto preferito, quello in fondo a destra che è rialzatoe può vedere fuori senza torcersi il collo. Se per caso è occupato fulmina con lo sguardo il traditore che gliel’ha fregato. Parlo al presente, ma ormai è un anno che non viviamo più ad Amsterdam e ogni tanto mi viene la nostalgia.
    Dalla stazione centrale, dove scendevamo, e la scuola di Marta non era lontano, ma se riuscivamo lo prendevamo lo stesso. IN Olanda la gente non si parla molto, tanto meno nei tram, ma lì era un’altra cosa. Si vede che mettendo 8 olandesi in uno spazio piccolo succede qualche cosa. I conducenti poi sono sempre gli stessi e alla fine si crea un clima famigliare.
    Una volta c’era un gruppo di colletti bianchi londinesi che ridevano come dei cretini perchè pensavano di aver fermato un taxi e di dover pagare tanto e poi hanno capito che avrebbero pagato solo 1.41 euro a testa.

    Ciao eìo, comidademama

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